Olio EVO Toscano IGP e DOP Terre di Siena:
differenze, significato e come scegliere

Cooperativa Oleificio Val d'Orcia

Olio EVO Toscano IGP e DOP Terre di Siena: cosa significano davvero


Quando si parla di olio extravergine di oliva toscano, le sigle IGP e DOP aiutano a capire meglio l’origine del prodotto, il legame con il territorio e il rispetto di un disciplinare di produzione. Non sono semplici diciture commerciali, ma riferimenti a regole precise che riguardano provenienza, cultivar ammesse, modalità di raccolta, trasformazione e controlli lungo la filiera. Nel caso del Toscano IGP, il riferimento è l’intera Toscana, con la possibilità di utilizzare anche menzioni geografiche aggiuntive come Colline Senesi. Nel caso della DOP Terre di Siena, invece, il legame è più stretto e specifico con il territorio della provincia di Siena.

Se vuoi capire meglio quali informazioni osservare in confezione, puoi approfondire anche il nostro articolo su come leggere l’etichetta dell’olio extravergine di oliva. Per una panoramica più ampia sull’identità del prodotto, puoi leggere anche il pilastro dedicato all’olio extravergine di oliva toscano.

Che cos’è l’olio EVO Toscano IGP


La sigla IGP significa Indicazione Geografica Protetta. Nel caso del Toscano IGP, il disciplinare prevede che l’olio provenga da olive coltivate nei territori olivati idonei della Regione Toscana e che l’estrazione avvenga all’interno del territorio amministrativo regionale. Il disciplinare ammette una base varietale ampia e, oltre alla denominazione generale “Toscano”, consente menzioni geografiche aggiuntive come Colline Senesi, Colline di Firenze, Montalbano e altre aree riconosciute.

Per la menzione Toscano delle Colline Senesi, ad esempio, il disciplinare richiede che almeno l’85% delle olive provenga da varietà come Correggiolo o Frantoio, Moraiolo, Leccino e Olivastra, con una quota residua limitata ad altre cultivar autoctone ammesse. Questo aiuta a dare una fisionomia territoriale più precisa anche all’interno della cornice più ampia del Toscano IGP.

Che cos’è l’olio EVO Toscano DOP Terre di Siena


La sigla DOP significa Denominazione di Origine Protetta. L’olio DOP Terre di Siena è riservato a un extravergine prodotto con olive provenienti dai territori collinari vocati della provincia di Siena indicati dal disciplinare. Rispetto all’IGP, la DOP delimita in modo più stretto l’area di origine e definisce in modo più puntuale alcune condizioni produttive.

Il disciplinare della DOP Terre di Siena stabilisce, per esempio, che l’olio sia ottenuto da almeno due cultivar tra Frantoio, Correggiolo, Leccino e Moraiolo, presenti singolarmente almeno per il 10% e congiuntamente per almeno l’85%. Le altre cultivar ammesse non possono superare il 15%. Anche questo elemento rende la DOP particolarmente identificabile dal punto di vista territoriale e varietale.

La differenza principale tra IGP e DOP


La differenza più importante tra olio EVO Toscano IGP e olio EVO Toscano DOP Terre di Siena riguarda il livello di specificità del legame con il territorio. L’IGP Toscano valorizza la Toscana come area ampia e riconosciuta della produzione olivicola; la DOP Terre di Siena valorizza invece una zona più ristretta e definita, con regole più mirate legate al contesto senese.

Differenze principali in sintesi

  • Toscano IGP: riferimento regionale, con disciplinare valido per la Toscana e per alcune menzioni geografiche aggiuntive
  • DOP Terre di Siena: riferimento territoriale più circoscritto alla provincia di Siena
  • Toscano IGP: base varietale più ampia, con possibilità di diverse menzioni territoriali
  • DOP Terre di Siena: composizione varietale più definita, con almeno due cultivar principali e percentuali minime obbligatorie
  • Toscano IGP: estrazione prevista in Toscana
  • DOP Terre di Siena: molitura in oleifici situati nel territorio di produzione previsto dal disciplinare


Perché il disciplinare conta davvero


I benefici e il valore dell’olio EVO dipendono molto dalla qualità reale del prodotto, e questa qualità non nasce da una parola in etichetta ma dalla somma di fattori concreti: olive sane, raccolta corretta, tempi rapidi, lavorazione attenta, territorio adatto e controlli. In questo senso, IGP e DOP aiutano a dare garanzie più forti perché impongono regole precise e verificabili lungo la filiera. Questa logica si collega bene anche al pilastro olio EVO e salute: cosa dice la scienza, perché parlare di proprietà dell’olio ha senso soprattutto quando si parte da un extravergine ottenuto e conservato con cura.

Il Toscano IGP prevede, tra le altre cose, raccolta direttamente dalla pianta, lavaggio delle olive con acqua e/o aria, divieto di trattamenti diversi e uso esclusivo di processi meccanici e fisici per l’estrazione. Fissa inoltre una data ultima di raccolta al 15 dicembre. Sono tutti elementi che puntano a conservare integrità, tipicità e trasparenza del prodotto.

La DOP Terre di Siena, da parte sua, è ancora più puntuale su alcuni passaggi: le olive devono essere raccolte direttamente dalla pianta, la raccolta deve terminare entro il 31 dicembre salvo deroghe, l’eventuale conservazione deve avvenire in locali freschi e ventilati e per non più di tre giorni dalla raccolta, evitando surriscaldamenti e fermentazioni, mentre la trasformazione deve avvenire entro 24 ore dal conferimento al frantoio. Inoltre è vietato il trasporto in sacchi o balle proprio per evitare alterazioni dovute al calore e alla fermentazione.

La DOP è più restrittiva dell’IGP?


Sì, in questo caso si può dire che la DOP Terre di Siena abbia un disciplinare più restrittivo su diversi aspetti pratici. La zona di produzione è più delimitata, la composizione varietale è più definita, la molitura deve avvenire nel territorio previsto dal disciplinare e i tempi di conservazione e trasformazione delle olive sono esplicitati con maggiore precisione. Il Toscano IGP resta comunque una certificazione importante e qualificante, ma con una struttura più ampia e regionale.

IGP e DOP garantiscono la qualità?


La risposta più corretta è questa: IGP e DOP non bastano da sole a dire tutto sulla bontà di un olio, ma rappresentano un riferimento serio e utile per orientarsi. Indicano che il prodotto è inserito in una filiera controllata e che deve rispettare regole tecniche e territoriali precise. Per questo possono essere un aiuto concreto per chi vuole scegliere con maggiore consapevolezza.

In pratica, una certificazione ben costruita tende a favorire condizioni produttive che aiutano a preservare freschezza, integrità del frutto e riconoscibilità del profilo sensoriale. Ecco perché spesso, parlando di olio EVO di qualità, il tema dei disciplinari non è secondario ma centrale.

Raccolta e frangitura: perché i tempi sono così importanti


Uno dei temi più importanti quando si parla di qualità dell’olio è il rapporto tra raccolta e frangitura. Le olive sono un frutto vivo e delicato: tempi troppo lunghi, cattiva aerazione o trasporti sbagliati possono compromettere la qualità finale. Per questo nei disciplinari e nei contenuti educativi sul mondo dell’olio il tema dei tempi compare spesso. La DOP Terre di Siena lo rende molto esplicito, fissando limiti chiari per conservazione e trasformazione.

Se vuoi approfondire questo aspetto tecnico, puoi leggere anche quanto tempo deve passare tra raccolta e frangitura delle olive e il nostro approfondimento su come nasce l’olio extravergine nel frantoio.

Le caratteristiche dell’olio certificato


Il disciplinare del Toscano IGP definisce anche alcune caratteristiche del prodotto al consumo, tra cui colore, presenza di amaro e piccante, parametri analitici e, per la denominazione generale, un tenore minimo di biofenoli pari a 200 mg/kg e di tocoferoli pari a 150 mg/kg. La DOP Terre di Siena definisce a sua volta caratteristiche analitiche e organolettiche come fruttato, note di amaro e piccante, acidità massima dello 0,50%, perossidi massimi pari a 12 e polifenoli totali uguali o maggiori di 100 p.p.m..

Questi parametri non sostituiscono l’assaggio e non raccontano tutto da soli, ma mostrano bene che dietro un olio certificato c’è un sistema di regole che punta a mantenere standard coerenti e riconoscibili.

Come scegliere tra olio EVO Toscano IGP e DOP Terre di Siena


Se cerchi un olio legato alla Toscana come grande territorio dell’extravergine di qualità, il Toscano IGP è un riferimento importante. Se invece vuoi un olio con un’identità ancora più locale, fortemente connessa alla provincia di Siena e a un disciplinare più restrittivo, la DOP Terre di Siena è una scelta particolarmente interessante.

Puoi orientarti così

  • scegli Toscano IGP se vuoi un olio toscano certificato con forte identità regionale
  • scegli DOP Terre di Siena se vuoi un legame ancora più stretto con il territorio senese
  • controlla sempre etichetta, produttore e trasparenza della filiera
  • considera raccolta, frangitura e freschezza come indicatori decisivi nella qualità finale


Un buon supporto per questa scelta può essere anche il nostro articolo su come scegliere l’olio extravergine toscano.

Olio nuovo, freschezza e riconoscibilità


Quando l’olio è ottenuto da olive sane e lavorato con tempestività, è più facile ritrovare nel prodotto finale profumi, freschezza e carattere territoriale. Anche per questo l’attenzione a raccolta e frangitura è decisiva e si lega bene al tema dell’olio nuovo toscano, dove freschezza, vivacità aromatica e autenticità hanno un ruolo centrale. [Inferenza]

Se vuoi approfondire



Scopri il valore di un olio extravergine certificato


Capire la differenza tra olio EVO Toscano IGP e DOP Terre di Siena significa leggere meglio l’etichetta, comprendere il valore del territorio e riconoscere l’importanza delle regole che stanno dietro a un extravergine serio e trasparente.

Se vuoi approfondire il nostro modo di lavorare e scoprire il valore di un olio toscano legato al territorio, scopri il nostro olio extravergine.