Cultivar di olive toscane:
Frantoio, Leccino e Moraiolo a confronto

Cooperativa Oleificio Val d'Orcia

Quando parliamo di olio extravergine toscano, spesso pensiamo prima di tutto al territorio. Colline, oliveti, clima e tradizione sono certamente fondamentali, ma c’è un altro elemento che contribuisce in modo decisivo al carattere dell’olio: la varietà delle olive utilizzate.

Le cultivar di olive toscane sono numerose e ognuna possiede caratteristiche proprie. Tra le più conosciute troviamo Frantoio, Leccino e Moraiolo, varietà che fanno parte da secoli del paesaggio olivicolo della nostra regione e che possono contribuire, da sole o insieme, alla personalità di un olio EVO.

Conoscerle aiuta a capire perché due extravergini prodotti nello stesso territorio possano avere profumi, intensità e sensazioni al palato differenti.

Cosa significa cultivar di olive?



La parola cultivar indica semplicemente una varietà coltivata di una determinata specie vegetale. Nel caso dell’olivo, significa che non tutte le olive sono uguali.

Ogni cultivar presenta caratteristiche specifiche per forma e dimensione del frutto, periodo di maturazione, resistenza alle condizioni climatiche, quantità di olio contenuta e soprattutto profilo aromatico.

È un po’ come avviene con l’uva. Sangiovese, Merlot e Cabernet producono vini diversi perché ogni vitigno possiede una propria identità. Nell’olio accade qualcosa di simile.

La cultivar è quindi uno degli elementi che contribuiscono al gusto finale, insieme al terreno, all’annata, al momento della raccolta e al metodo con cui le olive vengono lavorate.

Per comprendere quanto siano importanti tutti questi passaggi è utile conoscere anche come nasce l’olio extravergine attraverso le diverse fasi del frantoio.

Le cultivar di olive toscane e il carattere dell’olio



La Toscana possiede una lunga tradizione olivicola e diverse varietà si sono adattate nel tempo ai suoi territori.

Frantoio, Leccino e Moraiolo sono tra le più rappresentative e spesso convivono nello stesso oliveto. Questa presenza di cultivar diverse non è casuale: ciascuna possiede qualità agronomiche e sensoriali differenti e insieme possono contribuire a creare oli equilibrati e complessi.

Non bisogna però immaginare che una varietà produca sempre un olio esattamente uguale.

La stessa cultivar può cambiare espressione in base alla zona in cui cresce, all’andamento climatico dell’annata e soprattutto al momento in cui viene raccolta.

Una raccolta anticipata tende generalmente a regalare profumi più verdi e sensazioni amare e piccanti più evidenti. Olive più mature possono invece produrre oli più morbidi.

Oliva Frantoio: una delle grandi protagoniste della Toscana



La cultivar Frantoio è probabilmente una delle varietà più conosciute quando si parla di olivicoltura toscana.

Il nome stesso racconta il suo legame con la produzione dell’olio. È una varietà diffusa non soltanto in Toscana, ma la sua presenza nella nostra regione è particolarmente importante.

L’olio ottenuto dalla cultivar Frantoio può presentare un fruttato elegante e armonico, spesso accompagnato da richiami vegetali che possono ricordare l’erba fresca, il carciofo e altre sensazioni verdi.

Al palato può esprimere amaro e piccante con intensità variabile, mantenendo generalmente un buon equilibrio.

Proprio questa armonia rende il Frantoio interessante sia nella produzione di oli monocultivar sia all’interno di blend composti da più varietà.

In cucina può accompagnare numerose preparazioni, dalle verdure alle zuppe, fino alle carni e ai piatti tradizionali della nostra regione.

Leccino: una cultivar generalmente più morbida



Il Leccino è un’altra delle cultivar di olive toscane più diffuse.

Una delle sue caratteristiche è la capacità di adattarsi a territori differenti. Dal punto di vista sensoriale può contribuire alla produzione di oli generalmente armonici e meno aggressivi rispetto a quelli ottenuti da varietà naturalmente più intense.

Il profilo può essere caratterizzato da note fruttate e vegetali delicate, con amaro e piccante spesso equilibrati.

Questo non significa che il Leccino produca necessariamente un olio leggero o privo di carattere. Molto dipende, ancora una volta, dal momento della raccolta e dalla lavorazione.

Un Leccino raccolto precocemente può mostrare una personalità più verde e vivace rispetto allo stesso frutto lasciato maturare più a lungo.

La sua naturale armonia lo rende inoltre particolarmente utile quando viene impiegato insieme ad altre cultivar per creare un olio equilibrato.

Moraiolo: intensità e carattere



Il Moraiolo è una varietà molto apprezzata per il carattere che può conferire all’olio.

Le olive sono generalmente di dimensioni contenute, ma possono dare origine a extravergini particolarmente interessanti dal punto di vista aromatico.

Un olio ottenuto da Moraiolo può presentare note vegetali intense, un amaro deciso e una piacevole sensazione piccante. Sono caratteristiche che lo rendono facilmente riconoscibile quando riesce a esprimersi pienamente.

Per chi non è abituato agli oli dal gusto intenso, queste sensazioni potrebbero inizialmente sorprendere. Amaro e piccante, però, non devono essere interpretati automaticamente come qualcosa di negativo.

Sono caratteristiche naturali di molti extravergini e possono essere particolarmente evidenti negli oli freschi. Abbiamo approfondito questo aspetto spiegando perché l’olio toscano può avere note amare e piccanti.

Frantoio, Leccino e Moraiolo: quali sono le principali differenze?



Volendo semplificare, possiamo individuare alcune caratteristiche che aiutano a distinguere le tre cultivar:


  • Frantoio: tende a offrire un profilo elegante ed equilibrato, con note vegetali e buona armonia tra fruttato, amaro e piccante.

  • Leccino: può contribuire a oli più morbidi ed equilibrati, con un profilo generalmente accessibile e delicatamente fruttato.

  • Moraiolo: può esprimere maggiore intensità, con sensazioni vegetali, amare e piccanti più evidenti.



Questa descrizione serve come orientamento, non come regola assoluta. L’olio è un prodotto agricolo vivo e ogni annata può modificare il modo in cui una cultivar si esprime.

È proprio questa variabilità a rendere affascinante il nostro lavoro. Non riceviamo una materia prima identica ogni anno: dobbiamo osservarla, comprenderla e lavorarla rispettando ciò che la stagione ci ha consegnato.

Cultivar e momento della raccolta



La varietà delle olive non è l’unico elemento che determina il gusto dell’olio. Anche il momento della raccolta può trasformarne profondamente il profilo.

Un’oliva raccolta quando è ancora prevalentemente verde contiene generalmente meno olio rispetto a un frutto più maturo, ma può offrire una maggiore intensità aromatica.

Con il procedere della maturazione aumenta spesso la resa, mentre il profilo dell’olio può diventare progressivamente più morbido.

Per questo la decisione su quando iniziare la raccolta non viene presa guardando soltanto alla quantità di olio che si può ottenere. Chi ricerca la qualità deve valutare maturazione, condizioni delle olive e caratteristiche che desidera preservare.

Dietro ogni bottiglia c’è quindi una serie di scelte che cominciano molto prima dell’arrivo in frantoio.

Meglio un olio con una sola cultivar o con più varietà?



Non esiste una risposta valida per tutti.

Un olio prodotto utilizzando una sola cultivar permette di mettere maggiormente in evidenza le caratteristiche specifiche di quella varietà. È ciò che comunemente viene definito olio monocultivar.

Un olio ottenuto da più varietà, invece, può sfruttare le caratteristiche di cultivar differenti per raggiungere un determinato equilibrio aromatico.

Frantoio, Leccino e Moraiolo, per esempio, possono contribuire in modi differenti allo stesso olio: una varietà può dare eleganza, un’altra morbidezza e un’altra ancora intensità.

L’importante è non considerare automaticamente il monocultivar superiore a un olio ottenuto da più varietà. La qualità dipende innanzitutto dalle olive e dal modo in cui vengono lavorate.

Per orientarsi nell’acquisto conviene guardare all’insieme delle caratteristiche del prodotto, come spieghiamo nella nostra guida su come riconoscere un olio extravergine di qualità.

Le cultivar raccontano anche il territorio



Conoscere le cultivar di olive toscane significa avvicinarsi a un altro pezzo della cultura dell’olio.

Frantoio, Leccino e Moraiolo non sono semplicemente nomi da leggere su una scheda tecnica. Sono varietà che da generazioni crescono nei nostri oliveti, reagiscono alle stagioni e contribuiscono a dare identità agli extravergini del territorio.

Quando assaggiamo un olio possiamo provare a cercare queste differenze: una maggiore delicatezza, una nota vegetale più intensa, un amaro elegante o un piccante che rimane qualche secondo in gola.

Non serve essere assaggiatori professionisti. Basta iniziare a prestare attenzione.

È proprio questo che rende l’olio EVO così interessante: dietro un ingrediente apparentemente semplice esiste un mondo fatto di varietà, territorio, stagioni e lavoro artigiano. E imparare a conoscere le olive da cui nasce è uno dei modi migliori per cominciare a scoprirlo davvero.